Friday, July 6, 2012

Luciano e l'IM Nizza...

Ecco il racconto di Luciano, che all'IM France a Nizza per un infortunio purtroppo non é riuscito a raccogliere quello che meritava! Ma come dice lui stesso...abbattersi mai...ora si recupera e avanti verso nuovi traguardi!  
Forza Luciano!

"Perseveranza, sacrificio, tensione, fatica. Quattro termini che raccontano il nostro sport, il triathlon! Non importa se sia sulla distanza super sprint o su quella ironman. Provi sul tuo corpo per un anno intero il significato di queste parole, a volte con soddisfazione, a volte con rammarico. L’ironman è una brutta bestia da affrontare, ma quando la batti ti regala emozioni fantastiche. Al contrario quando ti piega al suo volere, ti lascia l’amaro in bocca. Fortunatamente è una bestia che ti lascia possibilità di replica, e non ti condanna in primo grado. La cosa fastidiosa è quando non puoi fare la cosa che ti riesce meglio, quella per la quale hai cambiato il tuo stile di vita da sette anni a questa parte, letteralmente assuefandoti. La storia del 24 giugno a Nizza è una storia di sconfitta personale, proprio nella disciplina della corsa. Un infortunio ai tibiali una ventina di giorni prima della gara hanno sentenziato l’esito. L’idea la mattina stessa era quella di glissare la partenza, sedendosi a guardare uno spettacolo lungo sedici ore. Il lavoro però va sempre onorato. È come se dopo aver passato mesi con la trupe a girare un film, si evita nella serata di gala il passaggio sulla red carpet. Non si può proprio fare. È stato un modo per onorare il lavoro di Edith, i due Maurizio e Tomaso. E poi bisogna anche onorare la presenza dei grandi campioni come Martina, e dei fantastici amici e tifosi presenti sulla Promenade. La sentenza del cronometro all’uscita dal nuoto è stata devastante. Una quindicina di minuti al di sopra del tempo raggiunto in altre gare ha tolto ogni aspettativa dalla mia testa. In bici le gambe non se la sentivano proprio di svolgere il proprio dovere, nonostante la voglia di rilanciare e cambiare ritmo. C’è poco da fare, se la testa ti accompagna le gambe anche se affaticate rispondono agli ordini, ma se si perde anche quella, il motore è completamente fuori fase. La tensione e la paura di non riuscire a correre ha forse fatto da effetto placebo, impedendomi ogni tentativo di proseguire. A questo punto bisogna mettersi il cuore in pace e pensare alla salute, cercando di non aggravare i danni accumulati nei giorni precedenti. Un ritiro che puzza di sconfitta, anche se al mio naso si trasforma in profumo di vittoria. Si proprio di vittoria! Adesso serve riposarsi per recuperare e magari fare un passo indietro per poter prendere la rincorsa verso il prossimo evento. E poi c’è il mio cavallo legato alla staccionata che mi aspetta per ripartire verso nuovi traguardi. Oltre i muri e contro i venti!!! Sempre!"
Luciano insieme all'amica Martina Dogana, a Nizza sempre tra le primissime donne!

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