Ironman Cervia e 70.3 Istria

Cinque atleti pro train erano in gara alla seconda edizione dell' IM Italy a Cervia e tutti e cinque sono finisher.
Primo obiettivo quindi raggiunto!

Veniamo ai dettagli:



Irene Coletto, primo anno da professionista e anno difficile. Irene stessa non vuole prenderlo come "scusa", ma l' incidente subito ad ottobre 2017 ha lasciato segni (sia fisici che mentali) evidenti che si sono protratti per gran parte della stagione.
A Cervia Irene ha finalmente potuto raccogliere quello che merita: 
7. posto tra le donne pro con il nuovo personale di 9:50.27, prima volta sotto le 10 ore.
C'è ancora tanto da lavorare, ma Irene non è spaventata di questo, anzi...
Da qui si parte con la consapevolezza e fiducia che in futuro quest' atleta potrà dire la sua a livello assoluto.
Grande gara Irene!







Jonathan Ciavattella, atleta esperto, ma "neofita" su questa distanza (Cervia era il suo secondo Ironman): ottimo nuoto, bici gestita nella giusta misura, corsa bene fino al 19km, poi crampi forti.
Quando Jonny si era fermato vicino a me per fare stretching e cercare in tutti i modi a far rientrare il suo quadricipite che tremava come una foglia al vento, li si leggeva la sofferenza in faccia. 
Ma lui mi ha detto: "Questo lo finisco anche camminando!"
Caro Jonny, ieri a Cervia hai fatto il salto più grande che potevi fare: sei cresciuto di testa, hai mostrato che sei pronto per affrontare questo percorso per te nuovo: l' Ironman!
Ora si tratta di fare esperienza, mettere insieme i diversi pezzi (anche l' integrazione giusta per esempio), ma anche tu potrai raccogliere tanto sulle lunghe distanze.
Fiero di te Jonny, ieri hai onorato la gara, hai pensato di finire anche per tua famiglia, per gli sponsor e sostenitori, per i tuoi tifosi e anche per me. 







Valentina Leucari, F40-44, finisher in 12: 24.07.
Ottima gara, in linea di quello che avevamo pensato, fino a metà bici. Poi le luci si sono spente e soltanto l' enorme forza di volontà l' ha portata alla finish line.
Ancora dobbiamo capire bene le cause (raramente è una sola...) e lo faremo.
Intanto, cara Vale, ti faccio i complimenti per non aver mollato, per avere fatto fronte a una sofferenza che soltanto noi possiamo capire. 
Brava!








Stefano Matalucci, M45-59, finisher in 11:28.36.
Quando la sfiga colpisce forte... senza nessuna spiegazione il cambio elettronico della sua bici era bloccato sul 53/22, neanche diverse prove di montare manualmente cambi diversi funzionava...
Stefano era costretto a pedalare a una agilità per lui innaturale, questo ovviamente ha portato a una  frequenza cardiaca troppo alta (sulla salita di Bertinoro doveva camminare).
Nonostante questo ha compiuto la frazione bici in 5:38!
Ma le gambe erano troppo indurite per poter correre una maratona sui suoi livelli.
Anche a lui va il complimento di aver finito la gara con la testa e non con il fisico.
Congratulazioni Stefano per il tuo 14. Ironman finish, non è da tutti, anche se stavolta siamo rimasti davvero con l' amaro in bocca...






David Galafassi, M40-44, finisher in 11:04.01.
Cervia era il suo terzo Ironman e questo tempo significa nuovo personale, ma...
David è stato uno di quei atleti che hanno beccato una delle tante meduse e a lui questo ha causato un notevole calo energetico, giramento di testa, abbassamento della pressione sanguigna (l' ha presa in faccia).
Incapace di poter esprimersi come avrebbe voluto, soltanto nella seconda parte della maratona si è ripreso, anche per lui vale: sei davvero un Ironman che non molla mai e addirittura tiri fuori un bel sorriso anche nelle situazioni più difficile.
Sei un grande esempio David!








In Slovenia, più esattamente a Koper in Istria, si è svolto la prima edizione del 70.3 Istria.
Per noi in gara c' era Giovanni Marion, M55-59.
Gianni ed io avevamo delle belle aspettative per queste gare, perchè la preparazione (tranne un forte raffreddore nell' ultimo periodo) era andata molto bene.
Purtroppo dal 60km della bici in poi la sua prestazione è stata condizionata da crampi, che si sono aggravati nella corsa a piedi.
Anche nel suo caso dobbiamo ancora trovare le ragioni...che ammetto non è sempre facile per quello che riguarda i crampi (chiaramente escludendo disidratazione e eccessiva intensità, quindi sovraffaticamento muscolare). 
Ma Gianni è comunque arrivato con il sorriso e questo rimane lo spirito giusto.
Guardiamo avanti caro Gianni!


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